AltaRoma AltaModa Event!

This week, the RedcycleLab Team attended AltaRoma AltaModa! This event is held by AltaRoma and is essentially Rome’s fashion week. The fashion weeks occurs in January and July, and brings together italian fashion houses as well as international houses.altaromaaltamoda

We decided to attend ethical fashion event that was a collaboration between AltaRoma and Ethical Fashion Initiative. There were four different designers that showed their collections in this one: Duaba Serwa, Mina Evans, and special guest Lisa Folawiyo, and special project Stella Jean. These designers were showcasing african influences along with lots of pattern and color. We loved the heavy usage of accessories and billowy fabrics.

Stella Jean ss 2015

Stella Jean collection

Duaba Serwa is a brand that uses lots of detail in their garments, creating an extravagant and bold product. Evans uses luxurious fabrics, including the traditional local West African fabric Ankara, and focuses on intricate embellishments to add femininity. Special guest Lisa Folawiyo also uses Ankara, the african fabric, and excels at that with ornate embellishments. This designers has captured global attention because of her ability to merge fitted, feminine silhouettes with a traditional African twist. The embellishments are applied by hand, and can take up to 120 hours. Special project Stella Jean focuses on Creole culture, and we saw a lot of color and pattern in this collection shown. This designer has blended the new and the old to create a multicultural collection we saw at the show. This particular show was centered around the project Ethical Fashion, focusing on social responsibility to promote ethical consumption. This, in turn, will hopefully help alleviate poverty within Third World countries. We really enjoyed seeing the cultural mix of fashion and an even better time knowing that it was for a great cause!

**Here are a few of our favorite looks from AltaRoma AltaModa**:

Lisa Folawiyo

Lisa Folawiyo collection

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Duaba Serwa design

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Mina Evans

Mina Evans collection

 All photos are copyrighted material and all rights are reserved –

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Fashion Revolution Day: La moda può cambiare se stessa e il mondo. Diciamolo il 24 aprile 2014

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“La moda è già una forza importante, di cui tenere conto nella nostra società. Può suscitare emozioni, provocare, guidare, affascinare. E dal 24 aprile 2014, può fare ancora di più, perché stiamo trasformando la moda in una forza di giustizia.
Il 24 aprile dello scorso anno, 1133 persone sono morte quando il complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangladesh, è crollato. Molte altre persone sono state ferite. Ancora oggi migliaia di persone provano dolore quale diretto risultato della nostra catena di fornitura della moda.
Il Fashion Revolution Day dice che quando è troppo è troppo.
Il 24 aprile 2014 le persone di tutto il mondo, dai designer ai negozi di abbigliamento, dai coltivatori di cotone ai lavoratori delle fabbriche, agli attivisti, ai media ed a ogni individuo che è interessato a ciò che indossa, si riunirà per sostenere un grande, unico messaggio di cambiamento e di giustizia.”

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Perchè abbiamo bisogno di una rivoluzione della moda?

La moda può cambiare e insieme possiamo dimostrarlo!
Vogliamo che tutti si pongano la domanda “chi ha fatto i miei vestiti?” per creare un legame tra produttori e consumatori ed iniziare un dibattito pubblico. E’ un piccolo granello  da gettare per risvegliare le nostre coscienze ed indirizzarci verso un consumo più critico e consapevole.
(maggiori info sul sito ufficiale di Fashion Revolution)
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Cosa possiamo fare?

Inviateci una vostra foto a info.redcyclelab@gmail.com con un abito, una t-shirt o pantaloni indossati al contrario.
VOGLIAMO SAPERE CHI FA CIO’ CHE INDOSSIAMO E IN CHE CONDIZIONI LO FA!
Noi creeremo un album e lo invieremo per voi tramite twitter e facebook a Fashion Revolution, perché anche Re(d)cycleLab c’è!!

#insideout

M.

Re(d)cycleLab presenta LA NUOVA COLLEZIONE ESTIVA – Festa per la Cultura 2013 Garbatella

IN OCCASIONE DELLA FESTA PER LA CULTURA
(info qui)
che si terrà per il 20° anno nel quartiere Garbatella

il 15 GIUGNO 2013 
RE(D)CYCLELAB
vi invita alla presentazione della
NUOVA COLLEZIONE ESTIVA

dalle ore 17 APERITIVO + DJ SET ( Borghetta Stile)
– FREE ENTRY –

SCARICA IL  Comunicato stampa

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Per l’estate Re(d)cycleLab ha creato una collezione che punta alla bellezza, al design, alla qualità e al riutilizzo di materiali.

Vecchie vele, scarti industriali e abiti inutilizzati e ormai fuori moda si sono trasformati in capi Re(d)cycle, diventando unici, differenti e di tendenza.

Le testimonial di questa collezione, come sempre saranno ragazze e donne che sono protagoniste della loro vita tutti i giorni.

La collezione verrà presentata il 15 giugno, all’ interno del laboratorio dove i vestiti sono stati ideati e creati. L’occasione è la festa per la cultura che si svolge per il 20° anno nello storico quartiere della Garbatella, dove il laboratorio ha sede.

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EMAIL: info.redcyclelab@gmail.com

100 years in 100 seconds

A breve inizieranno i corsi (non vediamo l’ora!) e nel frattempo ognuna di noi è impegnata nella creazione della nuova collezione, cucendo abiti secondo la propria personalità e il proprio stile.

Certo è che tutte noi prendiamo spunto da quello che ci circonda. Ogni processo creativo ha bisogno di qualche stimolo e più guardiamo al presente e al passato e più le idee vengono da sé, rimanendo comunque originali ed uniche.

Consigliamo, quindi, soprattutto a voi future allieve, di dare un’occhiata a questo video realizzato a Londra nel 2011 in cui si ripercorrono 100 anni di moda in 100 secondi.

Fatevi ispirare e scegliete quello che più si lega al vostro stile, per realizzare il vostro modo di intendere la moda!

E con l’occasione dei numeri con uno e tanti zero, RINGRAZIAMO I MILLE E PIU’ FAN SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK! ❤ ❤ ❤

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Oltre le grandi marche e la moda fast-food

Non possiamo negare che in un progetto come quello che stiamo realizzando ci siano difficoltà. Soprattutto in questo Paese e nelle attuali condizioni.
Ma lo spirito che ci contraddistingue e la forza del gruppo ci spingono sempre a continuare, e soprattutto a pensare in grande. Al momento siamo impegnate nella ristrutturazione della nuova sede e non vediamo l’ora di ricominciare e mettere in atto le mille idee di ognuna.

L’altro giorno, leggendo per caso il Venerdì di La Repubblica, abbiamo trovato un articolo interessante che sembra convincerci che la strada è giusta e percorribile. La moda è in trasformazione e noi tutti dobbiamo esserne protagonisti! 🙂

Riportiamo di seguito le parole di Valentina Della Seta del 4 gennaio 2013 (per chi non avesse la possibilità di leggerlo da sé).

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Il Venerdì 4 gennaio 2013, Valentina Della Seta, Elizabeth Cline

“ABITI DI LUSSO O LOW COST? MEGLIO IL FAI-DA-TE
LA PROVOCAZIONE DELLA GIORNALISTA ELIZABETH CLINE: RICICLO, ARTIGIANATO E CORSI DI CUCITO CONTRO IL CONSUMO SFRENATO NELL’ABBIGLIAMENTO RISCHIOSO PER LA SOCIETA’ E L’AMBIENTE”Mi sembra ridicolo lodare Michelle Obama per il fatto che indossa vestiti delle grandi catene e dal prezzo accessibile a tutti” ha detto all’Huffington Post la giornalista Elizabeth L. Cline, autrice di Overdressed: The Shockingly High Cost of Cheap Fashion (Portfolio Penguin editore, pp.244, euro 17). “La realtà è che l’industria dei vestiti e dei tessuti è in crisi da almeno dieci anni. Allora perché siamo così eccitati quando vediamo la First Lady in abiti importati di cattiva qualità?”.
La rete non ha perdonato a Cline la sua affermazione: i commentatori meno aggressivi l’hanno accusata di essere invidiosa dello stile di Mrs Obama, altri addirittura di razzismo.
Ma il libro di Cline racconta meglio di una battuta polemica il suo pensiero. E’ l’estate del 2009. La giornalista si trova in un negozio di una grande catena, a New York: “Ero davanti a uno scaffale” scrive Cline nell’introduzione “dal quale decine di paia di ciabattine pendevano come frutti. Per quanto ne sapevo, quelle scarpe potevano essere cresciute lì, su quell’albero di ferro. Non avevano storia, né origini. E, per mia fortuna, erano state ribassate da quindici a sette dollari al paio”. E’ solo dopo averne acquistate sette paia, averne indossate cinque e averne lasciate due nell’armadio perché ormai passate di moda, che l’autrice comincia a riflettere: “Mentre i vestiti diventano sempre più economici, ne consumiamo sempre di più. Nel 1930 in America una donna possedeva in media nove outfits. Adesso acquistiamo una media di sessanta pezzi di abbigliamento a testa ogni anno.” Ripensando ai nostri nonni, che nel 1900 avevano un solo paio di scarpe per tre fratelli, questa evoluzione non sembra poi tanto male. Ma è vero anche che l’impatto sociale e ambientale di questo tipo di produzione e consumo sfrenati ha un peso: “Petrolio e acqua stanno finendo” spiega Cline, “i ghiacciai si sciolgono, abbiamo alterato il clima forse per sempre. La Cina, dove la maggior parte dei vestiti sono prodotti, è in crisi ambientale e sulla via di consumare più fibre e risorse legate alla moda di quanto non facciano gli americani. I problemi legati all’industria dei vestiti in Occidente si moltiplicano rapidamente in ogni parte del mondo”. Ma, se da una parte ci sono i vestiti firmati (che quasi nessuno può permettersi) e dall’altra la moda fast-food, la soluzione quale potrebbe essere? Cline pensa all’artigianato, al riciclo e ai corsi di cucito, in crescita a Brooklyn, “frontiera” secondo il New York Times, “del movimento del fai-da-te”, e dove i residenti fanno il pane in casa, allevano polli per le uova e ristrutturano da soli le proprie abitazioni. “Per quanto mi riguarda” racconta Cline nelle ultime pagine del libro “lentamente la mia vita e il mio guardaroba sono cambiati. E quando le persone mi chiedono informazioni su un vestito che indosso ho finalmente una storia da raccontare“.

Guida alla Paris Couture

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Paris, passa il tempo ma resta sempre una città viva, varia e stimolante, in cui, tra i mille input artistici, l’estro e la creatività hanno solo l’imbarazzo della scelta.

Questa volta, ho voluto cogliere gli aspetti legati alla moda ma soprattutto alle sartorie e alle realtà simili a quelle di Re(d)CycleLab.

1_I/II Arrondissement: Il primo posto che sono andata a cercare è LIL WEASEL, una boutique deliziosa nella quale immergersi per ore. Stoffe, tessuti, bottoni, lana, cartamodelli, libri; tutto scelto con estrema cura e originalità. Le quattro ragazze che lo gestiscono, Anne, Marie, Sophie e Cécile, organizzano anche corsi di cucito e maglia&uncinetto.
Vi consiglio di andare a cercare qualche stoffa o qualche bottone particolare da poter usare per rivitalizzare un vecchio abito. Alle volte basta un tocco semplice e il gioco è fatto.

     Image    Image LIL WEASEL,  1 passage du Grand Cerf, Paris. Métro ETIENNE MARCEL

Aperto: dal martedì al sabato 10:30 – 19:30

http://www.lilweasel.com/blog-couture-tricot-laine-tissu-mercerie

 2_XVIII Arrondissement: seconda tappa, MATIERE ACTIVE. Dalla vetrina non si intuisce immediatamente che questo luogo abbia a che fare con moda e cucito. Oggetti di design, pensierini sfiziosi e giocattoli divertenti si affacciano sulla strada, invitandoti ad entrare. Parlando con la responsabile Laurence, vengo a sapere che organizzano regolarmente atelier e laboratori di cucito, maglia, gioielli, origami e tanto altro. Quello che vedo intorno a me è  frutto della loro ricerca di oggetti particolari che possano offrire un’idea originale di regalo. Trovo anche qui tantissimi spunti e un angoletto interamente dedicato al cucito, con stoffe colorate e cartamodelli. E’ ottimo per comprare kit da cucito composti da modello, tessuti e istruzioni; si può scegliere fra diverse tipologie (borsa, cappello, canottiera, gonna).

Se non sapete cosa regalar(vi) di ritorno da Parigi, vi consiglio assolutamente questa boutique.

ImageImageImageAteliers MATIERE ACTIVE, 59 Rue du Mont Cenis, Paris. Métro JULES JOFFRIN

Aperto: dal martedì al sabato 10:30/13:30 – 15:30/19:30

http://www.matiere-active.com/

3_XVIII Arrondissement: non possiamo lasciare questo arrondissement senza prima esserci immerse nella zona del Marché San Pierre, alle pendici della collina del Sacre Coeur.

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 Si tratta di uno dei posti più conosciuti a livello internazionale per gli esperti del settore. Potrete trovare stoffe, nastri, zip, bottoni, e tutto quello che vi serve per le vostre creazioni. Qui sembra che il tempo si sia fermato agli anni Cinquanta; l’atmosfera è assolutamente suggestiva e fa venire voglia di cimentarsi in abiti di altre epoche.

Qualche metro più avanti, accanto al Magasin Tissus REINE, pieno di meraviglie ma disponibili a  prezzo un po’ troppo caro (tranne qualche svendita straordinaria), c’è un piccolo negozio che vende scampoli. Si trovano ottimi affari (gli scampoli sono da 3m) e la varietà è comunque garantita!

  Image  ImageMarché Saint-Pierre, Maison Dreyfus, 2 rue Charles Nodier 75018 Paris. Métro ANVERS.

Tissus Reine, 3-5, Place St Pierre, 75018 Paris. Métro ANVERS/ ABBESSES

Scoprire questo lato di Parigi è stato sorprendente. E’ proprio vero che nella capitale francese, l’arte della moda e della manufacture è considerata come una ricchezza da salvaguardare e portare avanti.

E se dedicarsi allo shopping sfrenato di stoffe, patrons e applicazioni non ci è ancora bastato, si può fare un salto al conosciutissimo MARCHE’ AUX PUCES, un pochino più a nord.

Qui il vintage la fa da padrone e si possono rivivere gli anni d’oro della moda parigina attraverso riviste e modelli d’epoca.

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Come artista, un uomo non ha altra patria in Europa che Parigi.

Friedrich Nietzsche

G.

Let’s do some sewing!

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Tra poco più di una settimana alcune di voi potranno assistere a ‘Sarto Natale’, un workshop di cucito e maglia che abbiamo organizzato e durante il quale sarà possibile apprendere le tecniche di base di taglio e cucito e maglia, grazie anche alla collaborazione delle ragazze de ‘La banda della maglia’.
Ci stiamo preparando al meglio e speriamo che questa giornata risulti indimenticabile per noi e per voi!
Ci sono arrivate tantissime richieste e purtroppo molte di voi non potranno partecipare, ma stiamo correndo ai ripari! continuate a seguirci perché ci saranno tantissime novità, tanti nuovi workshop tematici e corsi di cucito!
tutti i nostri contatti li trovate qui

Cogliamo l’occasione per segnalarvi questo link. Ascoltate il podcast del programma radiofonico ‘LE CONSEGUENZE DELLA MODA’ che è andato in onda su RadioRaiWeb8 il 27 novembre, all’interno del quale si parla di Re(d)cycleLab!
un abbraccio a Valeria Oppenheimer!

e vogliamo infine (last but not least) ringraziare  ICBIE EUROPA ONLUS per la fantastica serata di mercoledì scorso e tutti gli Amici vecchi e nuovi che sono venuti a trovarci al Beba do Samba!

Re(d)cycleLab continua….