L’attaccabottone: Casa Museo dello sguardo sulla disabilità

attaccabottoneQuando abbiamo deciso di avviare la nostra attività e rendere concreti i nostri sogni, non avevamo in mente solo corsi di cucito e la creazione di abiti di refashion, ma anche e soprattutto la voglia di relazionarci con tante persone, ricercare il bello e scovare progetti animati dalla nostra stessa passione e voglia di fare.

Ed è per questo che essere entrate nella Casa Museo dello sguardo sulla disabilità, nel quartiere Salario di Roma,  ci ha subito fatto capire che eravamo nel posto giusto e che collaborare con chi è dietro a questo fantastico progetto, promosso e sostenuto dall’Associazione “Come un Albero” Onlus, sarebbe stato un bellissimo (nuovo) inizio.

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“La Casa Museo dello sguardo sulla disabilità è un progetto unico nel suo genere: un museo arredato come una casa, in cui ai visitatori/ospiti vengono consegnate delle vere e proprie chiavi di lettura per avvicinarsi, scoprire o ri-conoscere le prospettive che determinano il concetto di disabilità e i modi in cui la disabilità viene de-finita. Un museo quindi in cui ad essere esposta non è la disabilità, ma lo sguardo che la produce e i meccanismi sociali e culturali che la de-finiscono.”

come un alberoUn luogo speciale, dove dalla camera da letto, al salotto, la cucina, il bar e la libreria, ci si sente davvero come “a casa”, in ambienti pieni di cura e accoglienza.

Noi di Re(d)cycleLab parteciperemo all’avvio delle attività della Casa Museo, attraverso tre workshop a tema, nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre. In due ore, realizzeremo 3 progetti differenti approfondendo le tecniche base del cucito.

Per maggiori info, consultate la nostra sezione dei corsi qui.

**Cercate di esserci, perché non si tratterà solo di macchine da cucire e nozioni, ma condivideremo molto di più!**

Per altre informazioni su la Casa Museo dello Sguardo sulla disabilità, consultate il loro sito.

G.

Inverno, ci stiamo preparando!

Come ben sa chi ci conosce da tempo, funzioniamo come un diesel: lente in partenza per poi decollare alla grande!

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Per festeggiare i 2000 e più fan raggiunti sulla pagina Fb e ricominciare ancora meglio, abbiamo pensato di rivolgerci a voi, cari Re(d)cyclers, che siete motore costante del nostro lavoro!

Vi chiediamo qualche istante del vostro tempo, un click nella pausa, per darci qualche dritta rispondendo a dieci velocissime domande!

Grazie mille,

Re(d)cycleLab

QUESTIONARIO, CLICCA QUI ☞http://www.survio.com/survey/t/Z4O8F5N7F7X9A4X3B

P.s. Tranquilli, non ci vedete ancora, ma stiamo tornando!

Re(d)cycleLab festeggia i 25 anni del Circolo degli Artisti!

DOMENICA 15 GIUGNO h.18,00
Re(d)cycleLab è lieta di invitarvi al Circolo degli Artisti
a ▽ WHS/Modus ▽ , l’ evento dedicato alla moda emergente ed indipendente.

Vi mostreremo la collezione realizzata dalle ragazze che hanno partecipato al corso “DIY COLLECTION” e la NOSTRA NUOVA LINEA di abiti realizzati a partire da camicie e t-shirt.
Sarà possibile acquistare i capi in esposizione e parte del ricavato della vendita degli abiti della collezione “DIY COLLECTION” andrà a sostenere il progetto “SCRIVERE IL FUTURO IN CAMBOGIA” del nostro partner SENSACIONAL.

ImmagineIn occasione dei 25 anni di attività, il Circolo degli Artisti, luogo a noi più che caro, ha deciso di organizzare una serata interamente dedicata alla moda indipendente e agli stilisti emergenti.
Noi di Re(d)cycleLab, “sarte-fai-da-te”, abbiamo voluto contribuire al clima di giubilo e festa offrendo uno scorcio sul nostro concetto di moda, che parte dal guardaroba di ognuna di noi per potersi evolvere a seconda delle tendenze e dei propri gusti, facendo attenzione agli sprechi. Come già saprà chi ci segue da tempo, infatti, nel mese di maggio al Rising Love abbiamo tenuto il corso di cucito e re-fashion per tutti i livelli “DIY COLLECTION”.
Grazie a questo corso le sei ragazze partecipanti hanno potuto imparare non solo le tecniche del cucito, ma anche come applicarle per la creazione di una piccola collezione. Ripensando ad i nostri primi passi, ci sembrava importante poter condividere con chi abbraccia come noi l’idea di una moda consapevole, l’intero processo creativo di scelta, ideazione e realizzazione di modelli a partire da vecchi abiti o materiali di scarto. Un modo diverso di approcciarsi alla moda, cogliendo la sfida del reinventare e dare nuova vita agli abiti abbandonati sul fondo dell’armadio! 

E siccome ogni goccia gettata nell’oceano può comunque dare il suo contributo, parte del ricavato della vendita della “DIY COLLECTION” andrà a sostenere il progetto del nostro partner Sensacional “Scrivere il Futuro in Cambogia”, per la costruzione di una struttura per la formazione di donne disabili che non hanno avuto accesso all’educazione di base e si sono riunite in una cooperativa di produzione di vestiti ed accessori tradizionali.

Presso il nostro stand sarà presente anche la NOSTRA NUOVA LINEA ESTIVA, realizzata a partire da vecchie camicie e t-shirt, trasformate in nuovi capi, in sintonia con le  ultime tendenze pur conservando un’anima attenta al riuso. La grande novità è che finalmente potrete trovarci anche nello shopping virtuale sul portale di Etsy!

Domenica saremo quindi presenti in doppia veste, di insegnanti e creatrici! Vi aspettiamo numerosi e se volete avere un’idea di cosa combiniamo durante i nostri corsi (soprannominati ormai “tagliaecuci”), ecco un video della DIYCOLLECTION!

 

G.

Nuovi corsi per il mese di Marzo

Dopo una settimana dall’apertura, iniziamo cariche questo nuovo percorso con tante iniziative e proposte.
Per il mese di Marzo organizzeremo diversi corsi di cucito base come nelle edizioni precedenti. In più, per arricchire la formazione e accontentare più esigenze, abbiamo introdotto lezioni di uncinetto, riuso creativo e modellistica:

_ Corso “Sull’Orlo di…”: corso base di cucito, durante il quale si partirà dall’approccio con la macchina da cucire fino alla creazione di un piccolo astuccio.

_Corso “Gonna da Sballo”: per chi ha una minima conoscenza della macchina e vuole realizzare una gonna tutta per sé (ognuno può scegliere stoffa e modello desiderato!).

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_Corso “Capitan Uncinetto”: chiacchiere a colpi di uncinetto con tazze di tè e musica.

_Corso “Re(d)Use”: imparare le basi del cucito e non, reinventando con creatività capi che non usiamo più.

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_Corso “Modella su carta”: corso per modellista in poche lezioni.

Per ulteriori informazioni, scrivete a redcycle.lab@gmail. com e vi forniremo tutti i dettagli per i diversi corsi. In più vi inseriremo nella mailing list e verrete informate su tutte le nostre iniziative.

Ci sono tante attività in programma, sia per workshop che per corsi per i prossimi mesi!

_Re(d)Opening Party_

Eccoci, il grande giorno dell’inaugurazione è arrivato!

RE(D)OPENING PARTY – MerendAperitivo di moda collettiva
SABATO 16 FEBBRAIO ore 16:30/ 19:30 

MartaBaroni

Finalmente il lungo peregrinare di Re(d)CycleLab si arresta per un po’. Durante gli ultimi mesi in cui abbiamo invaso e creato scompiglio nella sartoria del Centro Diurno di San Paolo, che ringraziamo ancora per l’accoglienza e l’affetto, noi di Re(d)Cycle abbiamo lavorato al nostro progetto, cercando di far sì che, “stoffa dopo stoffa”, potessimo consolidare e dare voce alle nostre idee. Da qui la decisione di costituirci come Associazione per allargare ancora di più quell’ingranaggio collettivo che tanto ispira la nostra creatività e che speriamo possa arrivare il più lontano possibile.

In più, proprio in virtù della collettività e grazie all’aiuto e alla collaborazione di Alessandra e Franco abbiamo finalmente un luogo nuovo dove ci riuniremo per creare e coinvolgere chiunque abbia voglia di riappropriarsi del tempo e delle proprie capacità.

E’ stato un po’ lungo ma bello “recuperare” e “reinventare” un luogo per adattarlo alle nostre esigenze, a dimostrazione del fatto che la filosofia della creatività e del fai da te può essere applicata a qualsiasi ambito!

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In occasione di questo giorno di festa, leccornie, arte e note di sottofondo, speriamo di rivedere nuovamente gli amici di sempre e chi ha voglia di conoscerci e scambiare due chiacchiere. Vi presenteremo le attività previste per i prossimi mesi e saremo ben felici di cogliere l’occasione per scambiarci idee, proposte e suggerimenti.

_ARTISTA in ESPOSIZIONE : Marta Baroni (autrice della locandina)

E dulcis in fundo, potrete visionare un anticipo della nostra collezione!

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Sarà un bel sabato pomeriggio come quelli di un tempo, una merenda tra amici in cui finalmente tutto lo stress e il caos giornalieri si fermeranno fuori dalle porte del nostro lab e ci si concederà un momento di creatività collettiva!
Ve lo garantiamo!
A sabato 16 febbraio per il Re(d)Opening!!

Oltre le grandi marche e la moda fast-food

Non possiamo negare che in un progetto come quello che stiamo realizzando ci siano difficoltà. Soprattutto in questo Paese e nelle attuali condizioni.
Ma lo spirito che ci contraddistingue e la forza del gruppo ci spingono sempre a continuare, e soprattutto a pensare in grande. Al momento siamo impegnate nella ristrutturazione della nuova sede e non vediamo l’ora di ricominciare e mettere in atto le mille idee di ognuna.

L’altro giorno, leggendo per caso il Venerdì di La Repubblica, abbiamo trovato un articolo interessante che sembra convincerci che la strada è giusta e percorribile. La moda è in trasformazione e noi tutti dobbiamo esserne protagonisti! 🙂

Riportiamo di seguito le parole di Valentina Della Seta del 4 gennaio 2013 (per chi non avesse la possibilità di leggerlo da sé).

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Il Venerdì 4 gennaio 2013, Valentina Della Seta, Elizabeth Cline

“ABITI DI LUSSO O LOW COST? MEGLIO IL FAI-DA-TE
LA PROVOCAZIONE DELLA GIORNALISTA ELIZABETH CLINE: RICICLO, ARTIGIANATO E CORSI DI CUCITO CONTRO IL CONSUMO SFRENATO NELL’ABBIGLIAMENTO RISCHIOSO PER LA SOCIETA’ E L’AMBIENTE”Mi sembra ridicolo lodare Michelle Obama per il fatto che indossa vestiti delle grandi catene e dal prezzo accessibile a tutti” ha detto all’Huffington Post la giornalista Elizabeth L. Cline, autrice di Overdressed: The Shockingly High Cost of Cheap Fashion (Portfolio Penguin editore, pp.244, euro 17). “La realtà è che l’industria dei vestiti e dei tessuti è in crisi da almeno dieci anni. Allora perché siamo così eccitati quando vediamo la First Lady in abiti importati di cattiva qualità?”.
La rete non ha perdonato a Cline la sua affermazione: i commentatori meno aggressivi l’hanno accusata di essere invidiosa dello stile di Mrs Obama, altri addirittura di razzismo.
Ma il libro di Cline racconta meglio di una battuta polemica il suo pensiero. E’ l’estate del 2009. La giornalista si trova in un negozio di una grande catena, a New York: “Ero davanti a uno scaffale” scrive Cline nell’introduzione “dal quale decine di paia di ciabattine pendevano come frutti. Per quanto ne sapevo, quelle scarpe potevano essere cresciute lì, su quell’albero di ferro. Non avevano storia, né origini. E, per mia fortuna, erano state ribassate da quindici a sette dollari al paio”. E’ solo dopo averne acquistate sette paia, averne indossate cinque e averne lasciate due nell’armadio perché ormai passate di moda, che l’autrice comincia a riflettere: “Mentre i vestiti diventano sempre più economici, ne consumiamo sempre di più. Nel 1930 in America una donna possedeva in media nove outfits. Adesso acquistiamo una media di sessanta pezzi di abbigliamento a testa ogni anno.” Ripensando ai nostri nonni, che nel 1900 avevano un solo paio di scarpe per tre fratelli, questa evoluzione non sembra poi tanto male. Ma è vero anche che l’impatto sociale e ambientale di questo tipo di produzione e consumo sfrenati ha un peso: “Petrolio e acqua stanno finendo” spiega Cline, “i ghiacciai si sciolgono, abbiamo alterato il clima forse per sempre. La Cina, dove la maggior parte dei vestiti sono prodotti, è in crisi ambientale e sulla via di consumare più fibre e risorse legate alla moda di quanto non facciano gli americani. I problemi legati all’industria dei vestiti in Occidente si moltiplicano rapidamente in ogni parte del mondo”. Ma, se da una parte ci sono i vestiti firmati (che quasi nessuno può permettersi) e dall’altra la moda fast-food, la soluzione quale potrebbe essere? Cline pensa all’artigianato, al riciclo e ai corsi di cucito, in crescita a Brooklyn, “frontiera” secondo il New York Times, “del movimento del fai-da-te”, e dove i residenti fanno il pane in casa, allevano polli per le uova e ristrutturano da soli le proprie abitazioni. “Per quanto mi riguarda” racconta Cline nelle ultime pagine del libro “lentamente la mia vita e il mio guardaroba sono cambiati. E quando le persone mi chiedono informazioni su un vestito che indosso ho finalmente una storia da raccontare“.