Il 25 novembre non è un brand

Oggi è lunedì, ma non troverete un articolo della nostra rubrica settimanale.
Oggi è il 25 novembre ed è la
Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Ma non tirerò fuori dall’armadio un paio di scarpe rosse da fotografare ai miei piedi e da pubblicare su instagram.
Perché sul femminicidio e sulla violenza sulle donne, da qualche tempo, ognuno ha detto la sua e troppi hanno strumentalizzato questa giornata in cui, ufficialmente, si ricorda il massacro delle sorelle Mirabal: la violenza sulle donne non è un brand, femminicidio non è un termine di cui dobbiamo abusare. È soprattutto un problema culturale, che non si cancella con i titoli di giornale.
Perché delle volte si finisce per fare semplicemente pubblicità commerciale piuttosto che la ben più difficile comunicazione sociale.

E mi trovo d’accordo con Till Neuburg quando afferma: ‘noi comuni cittadini, tocca fare altre cose: ogni volta che al bar, per strada, sul lavoro, un “collega” va giù pesante nei confronti di una donna, dobbiamo sputtanarlo ad alta voce. Non redarguirlo con parole sagge (la saggezza non è il mio forte, e me ne vanto), ma accusarlo di istigazione alla violenza. Esattamente come quando mi trovo di fronte a uno che esprime pensieri zozzi contro un mediterraneo o uno straniero.

A questo proposito sembra un buon punto di partenza NoiNo.org ( campagna di sensibilizzazione e community on line – uomini contro la violenza sulle donne); d’altra parte anche all’estero si sta provando questa strada e ne è un esempio la campagna inglese «We are Man» del 2011:

Un’altra buona, secondo me, chiave di lettura è stata data dalla regina della pop music Madonna che con il cortometraggio intitolato “Secret Project”, realizzato grazie all’aiuto del fotografo di moda Steven Klein e con la partecipazione di Rihanna, denuncia ogni forma di discriminazione mettendo la violenza di genere sullo stesso piano del razzismo e dell’omofobia.

Lo stesso non si può dire per la chiave di lettura data dai quotidiani nazionali, nei quali, ovviamente, si associa il video solamente al termine femminicidio…


Per oggi, tra le tante iniziative in programma, è prevista l’uscita nelle sale cinematografiche del film premiato al Festival di Venezia 2013 “
La moglie del poliziotto” (titolo originale “Die Frau des Polizisten”) di Philip Gröning, il quale in 3 ore di film racconta di quegli abusi e quelle violenze che in tutta Europa, ogni giorno, una donna su cinque vive sulla pelle.
La dirigente della casa di distribuzione (in Italia la
Satine Film) Claudia Bedogni afferma: “Abbiamo ritenuto significativo programmare l’uscita proprio dal 25 novembre: un contributo per mantenere alta l’attenzione su un fenomeno doloroso della nostra società e rendere lo sguardo del regista, con la storia che ha scelto di raccontare, un’occasione di discussione e approfondimento” e nel comunicato continua: “ La nostra è un’operazione non commerciale. Vogliamo coinvolgere le istituzioni locali, organizzare proiezioni nelle città principali, fare confronti con una situazione che ci tocca tutti da vicino

Per tutti gli altri giorni gli indirizzi e i recapiti dei centri e sportelli antiviolenza di Roma sono qui:
Centri e Sportelli Antiviolenza

M.

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